Tra le 50 d o n n e manager più potenti del mondo c’è anche un’italiana, è Emma Marcegaglia, l’unica donna nella classifica stilata dal Financial Times. L’ad del gruppo Marcegaglia e presidente di Confindustria conquista il 29° posto. Il quotidiano finanziario britannico rende omaggio anche ai suoi soprannomi : da “Lady d’acciaio” a “Black & Decker”, sottolineando così la forza e la tenacia di una donna che è anche la prima donna a guidare Confindustria nei 100 anni di storia dell’associazione. In una recente intervista al quotidiano britannico, Marcegaglia aveva detto che la sua migliore qualità manageriale era di “assumere le persone giuste”. In cima alla lista del Financial Times troviamo Indra Nooyi, amministratore delegato di PepsiCo, seguita da Andrea Jung, alla guida del noto colosso della cosmetica Avon Products, Guler Sabanci di Sabanci Group e Irene Rosenfeld di Kraft Foods. Ma le quattro leader, nota il Ft “sono sotto pressione da parte di new entry e sfidanti che si stanno affermando rapidamente”.

“Un numero crescente di donne si sta affermando nei consigli di amministrazione di tutto il mondo”, esordisce l’articolo di Andrew Hill, intitolato “Rivoluzione di genere nella sala consiglio”. “Considerati gli ostacoli che molte hanno dovuto superare per raggiungere posizioni chiave e la differenza che stanno già facendo nel modo in cui funziona il mondo del business, il loro successo è di per sé motivo di celebrazione. Allo stesso tempo la loro affermazione alimenta le aspirazioni di milioni di donne o ragazze che si vedono come future leader”. Nonostante le critiche che,in modo evidente, Emma Marcegaglia ha a volte rivolto al governo Berlusconi, il premier l’ha, tuttavia, pubblicamente invitata ad accettare il posto di ministro, dopo le dimissioni di Claudio Scajola. Non mancano i famosi premi di consolazione,se così ironicamente li vogliamo definire, per altre italiane. In una seconda lista “alternativa” del Financial Times di 50 donne che hanno potere, compare Daniela Riccardi, neo amministratore delegato del gruppo Diesel, controllato da Renzo Rosso, fondatore della casa madre di Diesel, Only The Brave. Tocca poi a Monica Monardini, ad del Gruppo Editoriale L’Espresso, controllato dal gruppo Cir e Patrizia Grieco, ad di Olivetti, controllata da Telecom Italia. Ft: “Il solo paese europeo con meno donne in posizioni executive è la Germania”. Il Financial Times punta l’attenzione su Daniela Riccardi, che dopo 25 anni alla Procter & Gamble (era responsabile del gruppo in Cina) ha deciso di passare a Diesel. La sua storia alla Procter & Gamble (che ha molte donne in posti dirigenziali, ma non una donna nel top management team formato da cinque persone) mette in evidenza,secondo il Ft, un tema comune. “Molte donne in un ruolo di leadership”, nota il Ft, “hanno passato decenni presso organizzazioni globali, in genere con sede negli Usa, che avevano politiche progressiste quando sono entrate negli anni 80. In cambio sono rimaste leali, arrivando a posizioni senior invece di optare per un posto di amministratore delegato altrove”.